La crisi geopolitica in Medio Oriente colpisce duramente l’industria sarda. La Fluorsid, azienda leader nel settore chimico, ha annunciato la necessità di fermare tre linee produttive, una decisione che comporterà inevitabilmente un esubero di personale. La notizia è stata resa nota dai rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil, che hanno espresso profonda preoccupazione non solo per i volumi produttivi, ma soprattutto per le modalità di gestione della crisi da parte della proprietà.
Il punto di maggiore attrito riguarda la strategia che l’azienda starebbe mettendo in campo per gestire il personale in eccesso. Secondo i sindacati, la Fluorsid starebbe bypassando le normali procedure di confronto per puntare a trattative dirette con i singoli lavoratori.
I segretari delle sigle di categoria — Giampiero Manca (Filctem Cgil), Marco Nappi e Mattia Carta (Femca Cisl), Pierluigi Loi e Davide Collu (Uiltec Uil) — hanno denunciato fermamente questa condotta: “L’azienda è intenzionata a gestire trattative dirette con i lavoratori per le fuoriuscite su base volontaria, anziché avviare una interlocuzione sindacale e avvalersi degli strumenti legislativi previsti per la gestione degli stati di crisi”.
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